La Confraternita di San Giacomo attraverso la storia

 

E' cosa oggi assodata, alla luce di tutta una serie di elementi concordanti, che la Confraternita di San Giacomo abbia avuto origine nel corso del 1200, in un Medioevo emanante i suoi ultimi bagliori.

Non esistendo una documentazione scritta a sostegno di questa tesi, la vera chiave di volta a sostegno di quanto sopra affermato sta nel bassorilievo marmoreo, posto sul portale dell'Oratorio, i cui motivi, considerati nel loro giusto valore simbolico, ci dicono come la matrice culturale di questa istituzione non debba ricercarsi nei Flagellanti del 1260, ma sia ad essi anteriore e provenga dalla Spagna cristiana della Riconquista, da quel Santiago de Compostella ove, secondo la leggenda, sarebbe sepolto il corpo dell'Apostolo Giacomo.

La prova di tutto ciò ci viene fornita dalla conchiglia scolpita nella parte sinistra della raffigurazione del Santo Patrono vestito da pellegrino (il bassorilievo, ricordiamo, è stato preso come simbolo dalla Regione Liguria per il Giubileo del 2000), oltre che, dal fatto non meno importante, dall'invocazione "San Giacomo Maggior della Marina" che i levantesi solevano cantare nel corso del pellegrinaggio al Santuario di Soviore del Lunedì di Pentecoste.

E' perciò il "culto di Compostella" il primo motore della Confraternita.


Questo culto, giunto nel Borgo portato dai marinai levatesi delle galee di Genova, perderà via via quel carattere iniziatico che aveva nel luogo di origine, pur restando esclusivo di una consorteria di gente di mare; ad esso, poco dopo, si sovrapporrà l'ondata dei Flagellanti, indi, al principio del secolo quindicesimo, giungeranno a Levanto quei Bianchi, l'esaurirsi del cui pellegrinaggio avrà come risultato l'allargamento della cerchia umana della Confraternita e l'inserimento di quest'ultima in seno alla Chiesa cattolica, come realtà attiva ed operante.

E' del 1409 la prima notizia di carattere documentale sulla Confraternita di San Giacomo: essa si concretizza in un'iscrizione figurante sul "Libro dei Conduttori dei Stabili dell'Oratorio di San Giacomo", ivi riportata da un registro di epoca anteriore ed andato distrutto.

Il 23 giugno del 1600, dopo 15 anni di lavori, S. Ecc. Giovanni Battista Salvago, consacrò il nuovo Oratorio della Confraternita. In precedenza il sodalizio aveva la propria sede sul Colle della Costa, sul lato destro della Chiesa intitolata alla Vergine omonima.

Nella vita religiosa grande rilievo hanno sempre avuto i riti connessi colla Passione, Morte e Resurrezione del Cristo, i quali riti si svolgevano nel corso della Settimana Santa ed erano preceduti, la Domenica di Passione, dalla solenni Quarantore.
La sera del Mercoledì Santo aveva luogo il cosiddetto "Officio delle tenebre". Il pomeriggio del Giovedì Santo si aveva il rito della "Lavanda dei Piedi" e la sera la processione delle "Casacce", che vedeva i confratelli in cappa e cappuccio bianco visitare i sepolcri (ora altari della reposizione) eretti nella Chiesa parrocchiale, alla Santissima Annunziata e nelle sedi degli altri ordini religiosi.
Verso la metà del secolo diciottesimo, dopo una predicazione di San Leonardo da Porto Maurizio, ebbe origine il pellegrinaggio al Santuario di Soviore, il quale è ancora oggi una delle tradizioni più care per i levatesi (ha luogo il Lunedì di Pentecoste).
Agli anni immediatamente successivi al 1814 risale il culto di Sant'Erasmo, con un triduo e una festa solenne il giorno dedicato a tale Santo (festa ora non più officiata)
Con i moti rivoluzionari francesi la Confraternita viene privata della sua sede e del reddito dei propri beni, solo nel 1814, nel giorno della Festa di San Giacomo, l'Oratorio venne riaperto, e solo nel 1818 rientrava in possesso dei propri beni immobili. Nel 1890 le confraternite che avevano come solo fine lo "spettacolo" di funzioni religiosa, vennero private del carattere di pubblica utilità.
Dalla visita pastorale a Levanto del vescovo Diocesano Rosati nel 1872 si apprende come i confratelli in occasione della processione del Corpus Domini indossassero, sulla cappa di lino bianco, una mantella di velluto rosso, mentre per i funerali dei membri del sodalizio, il colore di tale capo di vestiario risultasse essere il nero. (attualmente in uso solo per la Commemorazione dei Defunti).

A seguito dei Patti Lateranensi, nel 1932, la Confraternita di San Giacomo si diede uno Statuto, approvato, il 3 settembre dello stesso anno, dal Vescovo Diocesano Giovanni Costantini.
Scopi fondamentali della Confraternita erano "la maggior gloria di Dio e dei Santi, il vantaggio spirituale e materiale dei confratelli, l'aiuto al ministero parrocchiale".
Le pratiche devozionali prevedevano la celebrazione solenne della festa del santo Patrono, la celebrazione delle Quarantore, l'officiatura di una Messa cantata per i confratelli defunti, la celebrazione della Messa ogni domenica e giorno festivo.
Il sodalizio era retto da un Priore e dal Consiglio Direttivo; membri della Confraternita potevano essere i parrocchiani d'ambo i sessi, superiori a 15 anni di età.

Con gli anni sessanta, con il passaggio da una società agricola ad una a prevalente carattere industriale, oltrechè per i mutamenti introdotti nella liturgia dal Concilio Vaticano II e dai successivi e conseguenti dettati ecclesiastici, la vita della Confraternita andò mutandosi, ma nonostante le emergenti difficoltà il sodalizio è sopravvissuto fino ai giorni nostri.

Statua San Giacomo Statua San Giacomo Statua San Giacomo Statua San Giacomo Statua San Giacomo
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Attualmente il sodalizio è composto da un centinaio di confratelli, è retto da un Priore, 2 Vice Priori, un Segretario e un Tesoriere, Direttore Spirituale è il Parroco di Levanto: lo Statuto è stato rinnovato nel 1989
La vita religiosa vede la celebrazione della Festa della Presentazione del Signore, la "Candelora", il 2 di febbraio; secondo tradizione antica il sabato e la domenica antecedenti la Domenica delle Palme vengono celebrate le Quarantore; la Settimana Santa è preceduta dalla Processione delle Palme la Domenica di Passione, il Giovedì e il Venerdì Santo ha luogo la visita all'"Altare della Reposizione" e il Giovedì Santo, in richiamo alla ultracentenaria storia della Confraternita, ha luogo la processione delle "Casaccie".
Il lunedì di Pentecoste, secondo tradizione, ci si reca in pellegrinaggio al Santuario di Soviore, sopra Monterosso.
La Confraternita partecipa alla processione del Corpus Domini e alla Festa di San Giovanni Battista patrono di Genova e a tutte le processioni organizzate dalla confraternite della Diocesi e a quelle alla quale è invitata.
Dall'anno della sua istituzione ha sempre partecipato al raduno annuale delle confraternite liguri, che si tiene tra la fine di aprile e di maggio in città del nord Italia. La Festa del Santo Patrono viene celebrata solennemente il 25 Luglio, inserendola nel contesto della Festa del Mare (festa introdotta dalla Confraternita nel 1969, per celebrare quello che si pensava essere il 560° anno di fondazione).
Tutti i sabati di luglio e agosto viene celebrata alle 21 la Messa in Oratorio e in estate vengono organizzate conferenze e concerti.
In ottobre il sodalizio partecipa alla processione della Madonna della Salute, in novembre viene officiata la Messa in commemorazione dei confratelli defunti, l'anno si chiude con la partecipazione alle celebrazioni per la nascita di Gesù Cristo Nostro Signore.

L'attività è molto articolata e abbraccia i 365 giorni dell'anno. I problemi nascono dal fatto che con il mutare delle esigenze e richieste lavorative buona parte dei confratelli vive e lavora fuori Levanto, i marinai e la gente di mare una volta asse portante del sodalizio, di fatto rappresentano ormai un ricordo, grossissime difficoltà per mancanza di ricambi sta attraversando la squadra dei "cristezzanti" alla quale spetta l'onore di portare in processioni i maestosi cristi lignei, orgoglio delle tradizionali confraternite liguri; di recente si è assistito ad un maggior apporto attivo della componente femminile, tradizionalmente estranea alla vita della Confraternita.

Negli ultimi intensi 5 anni il sodalizio si è adoperato per restaurare l'Oratorio di San Giacomo, molto è stato fatto ma moltissimo rimane ancora da fare, ma consci dell'antichissima tradizione da mantenere e dal vivo ricordo dei nostri antenati, ci apprestiamo, fiduciosi nel Signore, alle sfide del Terzo Millennio.


Per approfondimenti è disponibile in Oratorio la pubblicazione "L'Oratorio di S. Giacomo Apostolo in Levanto e la sua Confraternita", di Angelo Terenzoni, 2° ediz.

 

Colloquio per la Novena di San Giacomo Apostolo
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